IL ROSSO E IL NERO
PARTE PRIMA
I • UNA CITTADINA
Ø Descrizione di Verrières, cittadina della Franca Contea.
Ø Il suo sindaco è proprietario di una nota fabbrica di chiodi e di una meravigliosa abitazione.
Ø Sebbene egli sia un uomo d’affari, un semplice contadino, Sorel, è riuscito a cedergli la sua segheria in cambio di un appezzamento quattro volte più grande e 6000 franchi.
Ø In questa cittadina le persone vengono stimate in base ai loro possedimenti; tuttavia vengono malvisti coloro che chiamano muratori stranieri.
Ø “La tirannia dell'opinione pubblica (e quale opinione!) è altrettanto stupida nelle cittadine francesi quanto negli Stati Uniti d'America”
II • UN SINDACO
Ø La costruzione di un muro di sostegno, necessario alla passeggiata pubblica in collina, favorì la sua reputazione come amministratore.
Ø Dietro questo muro ha piantato dei bellissimi platani, che crescono rapidamente grazie alla terra feconda in cui sono stati collocati.
Ø Il narratore obietta il modo “barbaro” con cui gli alberi sono stati potati, tanto da assomigliare a alberi da orto.
Ø La grande parola che a Verrières ha un valore decisivo è RENDERE. Da sola essa rappresenta il pensiero fisso di più di tre quarti degli abitanti.
III • IL BENE DEI POVERI
Ø Il curato di Verrières, Chélan, era un vecchio ottantenne, ma all'aria viva delle montagne egli doveva una salute e un carattere di ferro.
Ø Al signor Appert, venuto a “criticare” e scrivere articoli per il giornale liberale, fu vietato l’ingresso nelle prigioni e nell’asilo per i poveri, dove si recava insieme al curato.
Ø La moglie del sindaco decide di assumere il figlio di Sorel, Julien, per controllare i suoi ragazzi, perché il secondogenito aveva tentato una delle sue audaci prodezze.
Ø Ella era una donna molto attraente ma l’unico suo interesse era di passeggiare liberamente nel suo bel giardino, ignorando i giudizi delle donne del paese.
IV • UN PADRE E UN FIGLIO
Ø Sorel cerca il figlio per annunciargli la proposta del sindaco e, anziché trovarlo intento a tagliare la legna, lo scorge immerso nella lettura, cosa che lo fa irritare molto.
Ø Il figlio, colmo di odio per aver perso il suo libro preferito, è costretto a seguire il padre che, secondo il suo timore, lo picchierà.
V • UNA CONTRATTAZIONE
Ø Julien, dopo aver avuto notizia del suo nuovo incarico, teme di dover pranzare con i servi e ipotizza di scappare e arruolarsi in Svizzera, sennonché non è disposto a rinunciare alla carriera ecclesiastica.
Ø Dopo molte contrattazioni, Sorel e il sindaco arrivano a un accordo che stabilisce, oltre alla paga mensile, anche le sontuose condizioni di vita che Julien usufruirà nel castello.
Ø Tuttavia la decisione di Julien era quella di farsi strada, ossia andarsene da Verrières, paese che odiava profondamente, anche se avrebbe dovuto affrontare mille morti.
VI • LA NOIA
Ø Fattosi coraggio, Julien raggiunge la casa del sindaco. Qui incontra la signora Rênal e i due si piacciono da subito: lei aveva paura di incontrare un uomo rozzo e lui non osava neanche suonare il campanello per paura di chi gli avrebbe risposto.
Ø Egli non incarna la figura del maschio, che tanto aggrada le fanciulle, ma piuttosto quella di un ragazzo dolce e indifeso che, alla signora Rênal, piacque moltissimo.
Ø Lei, dal canto suo, lo faceva arrossire: egli aveva sempre desiderato avere una donna al suio fianco, ma credeva fosse una cosa impossibile senza portare l’armatura da militare.
Ø Dopo aver fatto il baciamano, Julien si reca a parlare con il sindaco.
Ø Dopo avergli fatto indossare una finanziera (lunga giacca maschile a doppio petto, terminante con due falde aperte sul dietro; è detta così perché un tempo era caratteristica dell'abbigliamento dei banchieri o dei prefetti) lo accompagna da Durand, il mercante di stoffa.
Ø Prima di iniziare a tenere lezioni ai ragazzi, Julien esibì la sua dotta conoscenza del latino e in particolare dei versi della Bibbia, chiedendo ai figli del sindaco di indicare la prima parola del capoverso e recitando a memoria la pagina completa. Ciò gli valse il titolo di “signore” e il rispetto di tutti gli abitanti di Verrières.
VII • LE AFFINITÀ ELETTIVE
Ø Tutti lo amavano, ma lui restava freddo e impassibile. Il suo arrivo aveva scacciato la noia dalla villa.
Ø Valenod, ricco direttore dell’asilo dei poveri, che da poco aveva comperato due bellissimi cavalli normanni per il suo calesse, faceva la corte alla signora Rênal; l’angoscia che ella dimostro un giorno quando, passeggiando per caso in un bosco, mostrò per il povero Julien che era appena stato picchiato dai suoi fratelli, lo turbarono.
Ø Julien, dal canto suo, giudicava la signora molto bella, ma la odiava per la sua bellezza: era il primo scoglio che aveva rischiato di arrestare la sua carriera. Le parlava il meno possibile, perché dimenticasse il trasporto che il primo giorno lo aveva spinto a baciarle la mano.
Ø Elisa, la cameriera della signora Rênal, non aveva perso l'occasione d'innamorarsi del giovane precettore, e ne parlava spesso alla padrona.
Ø L'amore di Elisa era valso a Julien l'odio di uno dei domestici, che la accusava di non rivolgergli più la parola da quando Julien aveva fatto il suo ingresso nella villa. Inoltre il giovane precettore, essendo pur sempr eun bel ragazzo, intensificò le cure per la propria persona, cosa che fece raddoppiare anche l'odio di Valenod.
Ø La signora Rênal, dispiaciuta per la miseria in cui versava il precettore, gli offre del denaro per comprarsi della biancheria intima. Egli rifiuta categoricamente l’offerta, in nome dell’onestà che lo lega al sindaco.
VIII • PICCOLI AVVENIMENTI
Ø Elisa, la cameriera, confessa al parroco di volere sposare Julien ma questi, ostinatamente, continua a rifiutare la proposta, giustificandosi così: “tale offerta potrebbe ledere a una terza persona”.
Ø Questa notizia riempie di felicità la signora Rênal, la quale sospetta di essersi innamorata del giovane precettore e, per la prima volta, è contenta di ciò.
Ø La famiglia si trasferisce a Vergy, in campagna, in un altro castello. Qui Julien e la signora Rênal possono dedicare più tempo al divertimento e Julien riscopre il piacere della lettura profana.
IX • UNA SERA IN CAMPAGNA
Ø Diviene suo chiodo fisso quello di riuscire a toccare la mano della signora Rênal senza che ella la scosti.
Ø Riesce in questa impresa sebbene il coraggio non sia una sua caratteristica. Dal canto suo, anche la moglie del sindaco acconsente a lasciargli la mano e tra i due nasce un’incredibile intesa.
Ø A lei Julien incarica di prendere una scatoletta nascosta sotto il suo letto, contenente un ritratto di Napoleone, per poi bruciarla. Teme che Rênal lo cacci via di casa.
X • UN GRANDE CUORE E UNA PICCOLA FORTUNA
Ø Julien si vede aumentare lo stipendi a 50 franchi, perché il sindaco teme che lasci la sua casa per andare da Valenod.
Ø Si mette in viaggio verso il curato e nel viaggio cerca di capire il motivo dello spavento del sindaco alla notizia della sua possibile partenza.
XI • UNA SERATA
Ø Al suo ritorno, dedica innumerevoli attenzioni alla signora Rênal, persino in presenza del sindaco che, tuttavia, impegnato nei suoi affari, non si rende conto della relazione dei due.
Ø Tormentata dal pensiero di essere un’adultera, la signora Rênal decide di trattare con freddezza Julien la prossima volta che l’avesse rivisto.
XII • UN VIAGGIO
Ø Julien parte per un viaggio di tre giorni, diretto dal suo amico Fouqué. Nel viaggio Julien si sente, per la prima volta, libero.
Ø La proposta che gli fa Fouqué è molto allettante: diventare soci nel commercio del legname e fare fortuna. Il giorno seguente, però, la risposta di Julien è categorica: la sua vocazione per il santo ministero gli impediva di accettare.
XIII • LE CALZE TRAFORATE
Ø Nonostante il bellissimo abito molto osé, il giovane Julien resta sgarbato tutta la sera. Questa volta è la signora Renal a dover tenersi stretto il ragazzo.
Ø Julien confessa di doversi allontanare dalla casa perché, essendo prete, è anche innamorato della moglie del sindaco.
XIV • LE FORBICI INGLESI
Ø Il ragazzo bacia la donna senza farsi vedere, al che lei si preoccupa di avere sempre un figlio vicino così da non restare sola con Julien.
Ø Per farsi notare pesta il piede della moglie del sindaco, ma lo fa con troppa veemenza, il che le fa cadere le forbici, l’ago e il filo che teneva in mano. Dopo questo inconveniente, lei gli ordina di stare più attento.
Ø Julien riflette sul significato di questo ordine: non ci dovrebbe essere uguaglianza dove c’è amore?
Ø Intanto il curato è stato destituito ed egli scrive una lettera a Fouqué dicendogli che non ha più intenzione di prendere gli ordini religiosi.
XV • IL CANTO DEL GALLO
Ø Julien avverte la signora Renal che salirà in camera sua alle due di notte. Lei rifiuta categoricamente con un “guai a voi”. Nonostante il rifiuto, il giovane si fa coraggio e, anche se appena entrato nella stanza lei esclama: “disgraziato”, lui le si getta alle ginocchia e non esce dalla stanza prima del sorgere del sole.
Ø Durante la notte lei continuava a respingerlo e poi a gettarsi alle sue braccia, segno di un amore indomabile.
XVI • ILGIORNO DOPO
Ø Il giorno dopo, ella crede che Julien non la voglia più: i suoi sguardi si fanno più rari. Ma all’una di notte il ragazzo esce dalla sua camera per recarsi in quella dell’amante. Questa notte, trascurando il proprio interesse, riesce a cogliere i sentimenti di lei e trasforma la vittoria in piacere.
Ø Tra i due innamorati non ci sono più segreti. Ora Julien vorrebbe confessare la proposta di Fouqué.
XVII • IL PRIMO ASSESSORE
Ø Julien si pone innumerevoli interrogativi sulla sua storia d’amore: se essa possa continuare ad esistere e per quanto tempo. Dopotutto la sua amante a volte lo vede come un bambino adorabile, a volte come un saggio maestro.
Ø Da lei, però, Julien ha imparato ad amare.
Ø Alcune letture lo interessano: parlano di economia e politica, e si interessa dell’amministrazione di Verrières.
XVIII • UN RE A VERRIÈRES
Ø La cittadina si prepara per l’arrivo di un Re. Anche Julien è chiamato, per volere della moglie del sindaco, a far parte della guardia d’onore.
Ø Alla parata, la folla che riconobbe una delle guardie d’onore nel figlio di Sorel, rimase indignata e furibonda, poiché un “nato nel fango” era stato scelto al posto di uno dei loro ricchi figli.
Ø Di tutto quello che successe durante la manifestazione, questo fu l’unico fatto di cui si continuò a parlare a distanza di settimane.
XIX • PENSARE FA SOFFRIRE
Ø La malattia del più piccolo dei figli fa riflettere la giovane signora Renal su quanto sia stato grave il suo delitto (cioè essersi innamorata del precettore dei suoi figli) nei confronti di Dio.
Ø La malattia si aggrava e la madre, temendo di perdere il figlio, spera di salvarlo dall’ira di Dio subendo una dolorosa punizione.
Ø All’inizio vuole svelare il segreto al marito. Poi Julien riesce a calmare la sua agitazione: le propone di separarsi per una settimana nella quale avranno tempo per pensare; tuttavia, solo un paio di giorni dopo, Julien viene richiamato a casa perché la moglie non riesce a mantenere il segreto senza la sua presenza.
Ø Ma Elisa, dopo aver incontrato Valenod, gli snocciola tutta la storia dei due amanti.
Ø A casa Renal, il sindaco legge una lettera anonima che, per filo e per segno, gli illustra come si svolge la vita nella sua casa
XX • LE LETTERE ANONIME
Ø La signora Renal scrive una lettera al suo amante, dandogli le seguenti istruzioni: egli dovrà scrivere una lettera anonima facendo finta di essere lo stesso autore di quella ricevuta dal signor Renal. Il contenuto della lettera dovrà sembrare una minaccia. In questo modo la signora spera di convincere il marito dell’infondatezza della precedente lettera anonima.
XXI • DIALOGO CON UN PADRONE
Ø Seppur circondato da sontuose magnificenze, il signor Renal non riesce a trovare nessuno che possa sostenerlo nella sua condizione, ovvero quella di uomo che sospetta il tradimento.
Ø Il suo obiettivo consiste nel non permettere che il suo nome e la sua reputazione vengano infangati, a costo di uccidere i due amanti dopo averli sorpresi.
Ø La strategia adottata dalla moglie funziona: il marito crede che la lettera sia stata spedita da Valenod ed è pronto per andare a screditarlo.
Ø Julien ha il permesso di lasciare la casa per una settimana.
XXII • MODI DI AGIRE NEL 1830
Ø Julien, stabilitosi a Verrières, incontra Valenod e finge di essere stato cacciato da casa Renal. Viene quindi invitato a pranzo da Valenod.
Ø Julien non riesce ad abituarsi al comportamento dei ricchi signori: rimpiange i tempi in cui c’era Napoleone, quando il valore rendeva una persona importante; ora, con la restaurazione, i ricchi si pavoneggiano umiliando i più disgraziati.
Ø Valenod avanza la proposta di assumere Julien per 200 franchi in più al mese.
Ø Julien si sente aristocratico: gli manca la vita con la signora Renal e trova squallido il comportamento di Valenod, che definisce un ladro che vuole avvicinarsi ai liberali.
XXIII • DISPIACERI DI UN FUNZIONARIO
Ø Julien viene invitato dal parroco a lasciare la cittadina e partire per Besançon, ma promette all’amata di fare ritorno.
Ø Il sindaco mostra la vecchia lettera anonima e, dopo averne ricevuta un’altra altamente provocatoria, decide di sfidare a duello Valenod; solo più tardi la moglie riesce a convincerlo a desistere
Ø Julien torna di notte per salutare per sempre la sua amata.
XXIV • UNA CAPITALE
Ø In un caffè della capitale incontra Amanda Binet, una bellissima ragazza, e se ne innamora. Anche lei sembra ricambiare.
Ø I due si mettono d’accordo e fingono che Julien sia cugino di sua madre.
XXV • IL SEMINARIO
Ø All’inizio terrorizzato all’idea di dover entrare in seminario, si tranquillizza dopo un colloquio con l’abate Pirard.
XXVI • IL MONDO, OVVERO QUELLO CHE MANCA AI RICCHI
Ø Pochi giorni dopo Julien deve scegliersi un confessore tra un elenco di nomi. Sceglie l’abate Pirard.
Ø Riuscire negli studi, anche in quelli ecclesiastici, è segno di allerta nella chiesa: i libri sono visti in modo negativo e si teme che si voglia interpretarli a modo proprio.
Ø Una mattina riceve la visita di Fouqué. Julien si rende allora conto che sta sbagliando tutto nella sua vita: all’interno del seminario era visto come un borghese con la puzza sotto il naso.
Ø Gli viene scoperto un bigliettino amoroso, che però egli riesce a far passare come innocua proposta di aiuto.
XXVII • PRIMA ESPERIENZA DELLA VITA
Ø Julien ottiene scarsi risultati nei tentativi di rendere ipocriti i suoi gesti. Egli cade in momenti di disgusto e perfino di profondo scoraggiamento. Non aveva successo, e per giunta in una carriera che non gli piaceva.
Ø I suoi compagni lo soprannominarono Martin Lutero per la sua logica infernale.
XXVIII • UNA PROCESSIONE
Ø Per la processione, Julien e l’abate Chas avevano allestito la cattedrale e vi facevano al guardia dai ladri.
Ø Tra le donne che partecipano alla processione c’è anche la signora Renal che, vedendo Julien, sviene.
XXIX • IL PRIMO PASSO AVANTI
Ø L’abate Pirard lascia il suo posto a Julien, nominandolo ripetitore per il Nuovo e l’Antico testamento. Julien scoppia in lacrime per la gioia.
Ø Anche l’odio dei suoi compagni, divenuti allievi, diminuisce.
Ø Il marchese La Mole, che in passato era stato aiutato da Pirard in una causa giudiziaria contro l’abate Frilair, lo invita a lasciare il suo convento per recarsi a Parigi, dove gli verrà assegnata una delle migliori parrocchie.
Ø Julien riceve una lettera, firmata da un suo parente, con 500 franchi, promettendo di continuare nel versamento della cifra se il ragazzo avesse continuato a studiare. Quest’uomo, in realtà, è La Mole.
XXX • UN AMBIZIOSO
Ø Julien viene invitato a Parigi in qualità di segretario di La Mole.
Ø Prima di raggiungere la città, si reca furtivamente a casa della signora Renal e lì trascorre un’intera giornata. Dopo aver risvegliato in lei l’amore di un tempo, è costretto a scappare.
PARTE SECONDA
I • I PIACERI DELLA CAMPAGNA
Ø Nella carrozza diretta a Parigi, ascolta una conversazione a proposito di Napoleone.
Ø Arrivato a Parigi, incontra l’abate Pirard che gli illustra come si svolgerà il suo lavoro presso La Mole.
II • INGRESSO IN SOCIETA'
Ø A Julien viene mostrata la casa del marchese e, durante la sua prima cene, riesce a farsi piacere.
Ø Nota anche i begli occhi di Mathilde, figlia del marchese, ma per il momento non gli interessa.
III • I PRIMI PASSI
Ø Il coraggio con cui Julien dimostra di cavalcare, malgrado la sua inesperienza, è motivo di riconoscenza da parte della famiglia La Mole.
Ø Una sua caduta, da lui stesso raccontata, rende quasi imbarazzante una cena.
IV • L'HÔTEL DE LA MOLE
Ø L’abate lascia solo Julien, il quale trova terribilmente strane le abitudini dei La Mole.
Ø Nei salotti aristocratici si poteva parlare di qualsiasi cosa, purché non…
Ø Julien assiste al comportamento degli aristocratici: non gradisce la loro ironia, poiché essa si rivolge puramente all’aspetto estetico e non indaga la natura profonda dell’uomo.
V • LA SENSIBILITÀ È UNA GRAN DAMA DEVOTA
Ø Nella sua fase di “apprendistato” Julien incorre in una serie di disavventure ridicole da cui si salva in quanto ancor più ridicola è la sua posizione sociale.
Ø E’ apprezzato nel suo lavoro tanto quanto è mal visto in salotto, specialmente della signora La Mole, la quale sarebbe contenta solo se il barone de La Joumate, uomo misero ma elegante, sposasse sua figlia.
VI • MODO DI PRONUNCIARE
Ø Julien usa per la prima volta le sue pistole, per battersi a duello con un uomo che l’aveva oltraggiato.
Ø Julien è costretto dal marchese a fare una visita all’Opera per vedere come si comporta un aristocratico e per cancellare alcuni atteggiamenti da provinciale.
VII • UN ATTACCO DI GOTTA
Ø A causa di un attacco di gotta, il marchese e Julien rimangono insieme e familiarizzano.
Ø Julien capisce che, per farsi strada, è necessario arrivare a fare delle ingiustizie.
VIII • QUAL È LA DECORAZIONE CHE DISTINGUE VERAMENTE?
Ø Julien è costretto ad andare al ballo insieme a Mathilde e suo fratello. In questa occasione si accorge della bellezza della ragazza
Ø Mathilde pensa che la pena di morte sia l’unica cosa che possa identificare un grande uomo.
IX • IL BALLO
Ø Durante il ballo, Julien si intrattiene in una discussione filosofica con il conte Altamira, alla quale vuole partecipare anche Mathilde. Il giovane, tuttavia, non la degna di uno sguardo e lei, sebbene si senta disprezzata, non riesce in nessun modo a disprezzare Julien.
X • LA REGINA MARGHERITA
Ø Un accademico, a cena con i La Mole, spiega a Julien il motivo per cui il 30 Aprile la signorina La Mole si veste in lutto: un antenato La Mole, amante adorato della principessa Margherita di Navarra, era stato decapitato. Da lei ha preso il nome la signorina Mathilde-Margherita La Mole.
Ø Julien cominciò a gradire le lunghe conversazioni con Mathilde, la quale gli appariva come l’unica donna non affettata come il resto di Parigi.
Ø In una di queste conversazioni lei pronuncia: “Quale donna del nostro tempo non avrebbe orrore di toccare la testa del suo amante decapitato?”
Ø Tra i due nasce un’amicizia particolare, e Julien si pone il dubbio che non sia amore.
XI • IL POTERE DI UNA FANCIULLA
Ø Mathilde si accorge di poter amare. Trova che l’amore possa essere un sentimento meraviglioso, che permette di superare pericoli e farsi coraggio. Tuttavia è difficile la ricerca della persona da amare: tutti i suoi compagni che la corteggiano sembrano troppo perfetti, tanto che annoiano.
XII • È FORSE UN DANTON?
Ø Il suo pensiero si rivolge a Julien, che vede come uomo temerario, che è pronto ad andare alla conquista del mondo da solo, e tale pensiero la affascina.
Ø Dal momento in cui stabilì che amava Julien, Mathilde non si annoiò più. Anche il pensiero che, se fosse scoppiata la rivoluzione, lui ne avrebbe fatto farte, non la preoccupava.
Ø Un giorno Julien, avvicinandosi al gruppo di Mathilde in giardino, sente il suo nome gridato ad alta voce. Quando lo vedono, cala il silenzio finché lui non se ne va.
XIII • UN COMPLOTTO
Ø Julien sospetta che, in realtà, l’amore di Mathilde non esista.
Ø Ma una lettera annunciata dalla stessa signorina e poi arrivata dimostra che Mathilde è innamorata di lui. Pazzo di gioia, decide di annullare la partenza per la Linguadoca che aveva previsto.
Ø Dopo il primo momento di euforia, Julien sospetta che possa trattarsi di una trappola e agisce di conseguenza.
XIV • PENSIERI DI UNA FANCIULLA
Ø Mathilde rimane affascinata dal futuro che immagina al fianco di Julien. Nonostante ciò, la attanagliano diversi problemi riguardo le loro rispettive condizioni sociali.
Ø La terza lettera scritta da Mathilde annuncia a Julien di volergli parlare in camera sua, di notte.
XV • È FORSE UN COMPLOTTO?
Ø Questa proposta pare a Julien un vero e proprio complotto che, se non per rovinarlo, sicuramente servirà per screditarlo.
Ø Quando ormai è deciso a partire, un pensiero lo blocca: e se Mathilde fosse in buona fede? Non solo perderebbe lei, cosa di cui non è particolarmente preoccupato, ma il suo onore, facendo la figura di un vigliacco che scappa.
XVI • L'UNA DI NOTTE
Ø Julien entra nella stanza della ragazza, ma la notte assume un carattere particolare: entrambi non sono sicuri di essere felici e la loro relazione sembra più un dovere reciproco che un piacere.
XVII • UNA VECCHIA SPADA
Ø Appena dopo aver rotto i rapporti con la signorina La Mole, Julien sente che il suo cuore l’ama.
Ø Decide ancora una volta di partire per la Linguadoca, ma il permesso non gli viene accordato.
Ø Un giorno incontra Mathilde in biblioteca e sfodera una vecchia spada con l’intento di ucciderla. Poi ci rinuncia e lei fugge.
XVIII • MOMENTI CRUDELI
Ø Per otto giorni Mathilde volle confidare a Julien tutti i suoi affetti per gli uomini che aveva conosciuto. Furono momenti di gelosia per Julien, e Mathilde poteva notarlo.
Ø Ma in una discussione, Julien si tradì, mostrando il suo devoto amore. Questo manifesto atteggiamento gli costò il disprezzo della signorina La Mole.
Ø In questo periodo di sofferenze, egli decise di intraprendere un lunghissimo viaggio.
XIX • L'OPERA BUFFA
Ø L’amore per Julien si riaccese nel cuore di Mathilde, che in questo momento si era convinta del suo sentimento.
Ø Il narratore interviene sottolineando che il carattere della fanciulla è del tutto impossibile in una società come quella.
Ø Come in un attimo di follia, all’una di notte, Julien prende la scala in giardino e sale in stanza di Mathilde. Lei, aperta la finestra, gli si getta ai piedi chiedendogli di essere la sua serva e di perdonarlo per essersi ribellata. Come pegno, si taglia una ciocca di capelli e gliela dona.
Ø Ma dopo due giorni, sembra che Mathilde non abbia più voglia di amare.
XX • IL VASO GIAPPONESE
Ø Mathilde confessa a Julien di non amarlo più. Lui, in tutti i modi, cerca di giustificarsi. “Ci si può forse giustificare di essere sgraditi?”.
Ø Julien rompe uno dei vasi preferiti della signora La Mole. “Questo vaso,» le dice, «è rotto senza rimedio, così è di un sentimento che fu già padrone del mio cuore”
XXI • LA NOTA SEGRETA
Ø A Julien viene affidato un nuovo incarico: deve imparare a memoria 4 pagine e recitarle dopo aver fatto 100 miglia senza essere scopeto.
XXII • LA DISCUSSIONE
Ø Dopo che Julien viene chiamato per redigere il verbale, l’autore scrive questa parentesi:
(A questo punto l'autore avrebbe voluto far seguire una pagina intera di puntini. «Mancherebbe di gusto,» dice l'editore, «e per un'opera così frivola mancare di buon gusto equivale all'insuccesso.»
«La politica,» ribatte l'autore, «è una pietra attaccata al collo della letteratura: in meno di sei mesi la fa colare a picco. La politica, in mezzo a quanto richiama l'interesse dell'immaginazione, è un colpo di pistola in mezzo a un concerto. È un rumore lacerante, ma senza efficacia. Non si accorda col suono di nessuno strumento. Questa politica offenderà terribilmente metà dei lettori e annoierà l'altra metà, che l'ha trovata in modo ben più dettagliato ed energico sul giornale del mattino...» «Se i vostri personaggi non parlano di politica,» ribatte l'editore, «non sono francesi del 1830 e il vostro libro non è più uno specchio, come pretendete che sia...»)
Ø Il dibattito verteva sulla condizione degli inglesi causata dalle spese sostenute per contrastare la rivoluzione francese e sulla necessità di formare un partito armato in Francia, che favorisse il ritorno della monarchia.
XXIII • IL CLERO, I BOSCHI, LA LIBERTÀ
Ø La missione è piuttosto difficile, più volte Julien rischia di essere scoperto. La sua prossima meta è Strasburgo.
XXIV • STRASBURGO
Ø Nei giorni che è costretto a trascorrere a Strasburgo, incontra un vecchio amico, al quale racconta la sua relazione amorosa con Mathilde.
Ø Il principe gli propone, come soluzione, di far ingelosire l’amata, facendo la corte alla marescialla de Fervaques.
XXV • IL MINISTERO DELLA VIRTÙ
Ø Per conoscere meglio il comportamento della marescialla, Julien chiede consiglio a un uomo (Don Diego Bustos) che le aveva fatto la corte.
Ø La tattica di gelosia sembra funzionare, e Julien riesce a non mostrare la voglia di stare insieme a Mathilde.
XXVI • L'AMORE MORALE
Ø Julien spedisce la prima lettera alla marescialla. Inoltre riesce a non incrociare mai lo sguardo di Mathilde, la quale, piuttosto irritata, non riesce a non pensare a Julien.
XXVII • LE MIGLIORI CARICHE ECCLESIASTICHE
Ø Le lettere che scriveva erano così noiose che Julien era costretto a copiarle senza capire il loro significato.
Ø Finalmente riceve un invito a pranzo a casa della marescialla. Tra i suoi quadri, alcune delle migliori cariche ecclesiastiche, segno che lei avrebbe potuto trovare una eccellente sistemazione a chiunque avesse voluto.
XXVIII • MANON LESCAUT
Ø Durante tutto il periodo in cui la vita di Julien fu assorbita dall'episodio Fervaques, Mathilde dovette compiere grandi sforzi per non pensare a lui. La stupiva soprattutto la sua perfetta falsità: egli non diceva una parola alla marescialla che non fosse una menzogna.
Ø Mathilde tuttavia aveva già accettato la proposta di matrimonio di Croisenois.
XXIX • LA NOIA
Ø Dopo avere letto, dapprima senza alcun piacere, le lunghe lettere di Julien, la marescialla cominciava a interessarsene: ma una cosa la desolava. «Peccato che Sorel non sia veramente prete! Potrei ammetterlo a una specie di intimità: ma con quella decorazione e quegli abiti quasi borghesi può espormi a domande indiscrete, e allora cosa potrei rispondere?».
Ø Ma un giorno Mathilde cede alla gelosia: «Voi vi dimenticate completamente di me, che sono vostra moglie. Vi comportate in modo spaventoso, signore» dice.
Ø Vide che Julien era in buoni rapporti con la marescialla, ma la disprezzava, al che ella cadde ai suoi piedi, supplicandogli di amarla.
XXX • UN PALCO ALL'OPERA BUFFA
Ø La politica russa aveva funzionato: parlare poco e agire poco.
Ø Lui era riuscito a mantenere un aspetto distinto e alla fine era uscito dalla biblioteca, chiedendo di riflettere sull’accaduto.
Ø Invitato dalla marescialla all’Opera, quella sera vi si recò. Ma a teatro c’era anche la signorina La Mole con la madre, andata lì per controllare gli spostamenti di Julien.
XXXI • FARLE PAURA
Ø Julien pensa di farle paura per soggiogarla a sé. Tuttavia decide di non adottare questo metodo.
Ø Nei momenti in cui stanno insieme, Julien è sempre intento a non cedere alla dolcezza e all’amore, come gli verrebbe istintivo. Cerca sempre di sembrare duro.
XXXII • LA TIGRE
Ø Come un cacciatore inglese che, dopo aver allevato una tigre, tiene sempre sul tavolo una pistola carica, anche Julien doveva sempre stare all’erta.
Ø Mathilde si accorge di essere incinta e lo annuncia con gioia a Julien. Quale miglior garanzia per lui se non la rovina che lei si era consapevolmente costruita con le sue mani?
Ø Mathilde decide di comunicare la notizia al padre. Questi, dopo aver letto la lettera, li chiama, infuriato.
XXXIII • L'INFERNO DELLA DEBOLEZZA
Ø Il padre cede, il che dimostra un alto segno della sua umanità: sebbene avesse destinato la figlia a diventare duchessa, ora cede a lei e al marito una cospicua rendita.
XXXIV • UN UOMO DI SPIRITO
Ø Padre e figlia giungono a un compromesso: Julien viene nominato cavaliere e ciò potrà salvare il loro nome.
XXXV • UN URAGANO
Ø Una lettera della signora Renal impedisce il matrimonio accusando Julien di voler sposarsi solo per arricchirsi.
Ø Accecato dall’ira, Julien parti per Verrières, compro dall’armaiolo una pistola e si recò in Chiesa. Qui sparò due colpi alla signora Renal, senza troppe esitazioni.
XXXVI • TRISTI PARTICOLARI
Ø Viene immediatamente imprigionato. All’inizio crede di aver ucciso la signora e quindi si prepara a morire ghigliottinato. Quando scopre di averla solo ferita, qualcosa cambia in lui.
Ø Si rassegna ad aspettare la morte senza molti problemi.
XXXVII • UN TORRIONE
Ø Riceve la visita di Chèlan, di Fouqué, il quale si adopera affinché lui possa rimanere in quella “comoda” cella.
XXXVIII • UN UOMO POTENTE
Ø Riceve la visita della signorina La Mole. Ella vuole tentare ogni stratagemma per salvarlo; altrimenti è disposta a morire con lui.
XXXIX • L'INTRIGO
Ø Julien non era a conoscenza dei piani della signorina La Mole. In ogni caso, si sentiva profondamente irriconoscente verso di lei, che era disposta a tutto pur di salvarlo.
Ø L'ambizione era morta nel suo cuore e un'altra passione era nata dalle sue ceneri: la chiamava rimorso di avere cercato di assassinare la signora de Rênal; ne era profondamente innamorato.
XL • LA TRANQUILLITÀ
Ø Tutti i tentativi da parte degli avvocati e delle persone a lui care non hanno nessun effetto nel smuovere Julien dalla sua irremovibile posizione: essere punito per il delitto premeditato. In questo si legge la volontà di Julien nel non danneggiare ulteriormente la signora Renal, già vittima della sua pistola.
Ø La signora Renal in persona scrive ai 36 giurati la sua intenzione ad assolvere Julien. La sua morte – dice – non farebbe altro che abbreviare la mia vita.
XLI • IL PROCESSO
Ø Il delitto di Julien è chiaro: quello di aver tentato di scalare la società per essere considerato diverso degno di ammirazione. Questo delitto, secondo le stesse parole di Julien, merita la morte.
XLII (gli ultimi quattro capitoli non hanno né titolo né epigrafe)
Ø Pensando all’eventualità di una vita dopo la morte, Julien spera che non esista il Dio cristiano, che definisce come un despota.
Ø Prima di addormentarsi gli viene in mente questa citazione:
LADISLAO: ... La mia anima è pronta.
IL RE (padre di Ladislao): E il patibolo pure. Portateci la vostra testa.
Ø ≪Non si conoscono affatto le sorgenti del Nilo,» pensava Julien. «All'occhio umano non è stato concesso di vedere il re dei fiumi allo stato di semplice ruscello: allo stesso modo, nessun occhio umano vedrà Julien debole, prima di tutto perché non lo è≫.
XLIII
Ø Il capitolo precedente si chiudeva così: “quando Mathilde uscì finalmente con l'avvocato, Julien sentiva molto più affetto per l'avvocato che per lei”.
Ø La signora Renal si presenta nella cella di Julien il quale, pazzo di amore per lei, decide di firmare il ricorso contro l’esecuzione.
Ø Capendo che la signora Renal si sarebbe uccisa dopo la sua morte, Julien la obbliga a non farlo. Lei è però costretta dal marito a tornare a casa.
XLIV
Ø Anche suo padre si reca a fargli visita. Il suo affetto sembra interamente dedicato ai soldi che riceverà “in eredità dal figlio”.
Ø L’unico grande desiderio di Julien è quello di trascorrere gli ultimi giorni della sua vita in compagnia della sua signora Renal
XLV
Ø Ella si reca da lui, dopo essere fuggita da Verriéres. A lei Julien può confidare tutte le sue paure, perché non ha nessun amor proprio da difendere.
Ø Mathilde fa pedinare la signora Renal, essendo gelosissima delle sue visite.
Ø Il marchese Croisenois, futuro sposo della signorina La Mole, muore in duello.
Ø L’attenzione di Julien è rivolta anche a cercare un futuro marito per sua moglie.
Ø Il suo confessore gli offre la possibilità di convertirsi in modo da essere visto agli occhi delle signore di Verriéres come il giovane modello. Questa proposta viene, naturalmente, rifiutata: l’unica cosa che rimane a Julien è la stima di sé.
Ø Dopo la morte di Julien, i cui attimi dell’esecuzione sono nobilmente omessi dall’autore, la sua testa viene presa in custodia da Mathilde, la quale la bacia e la seppellise.
Ø La signora Renal, fedele alla sua promessa, non tenta in alcun modo di attentare alla sua vita ma, tre giorni dopo, muore abbracciando i suoi figli.