1. Sipario, palcoscenico, quinte, scena, cupolino del suggeritore, direttore-capocomico, macchinista. Come dice Pirandello stesso, l’effetto è quello di uno spettacolo non preparato
2. Fanno la comparsa i sei personaggi annunciati al capocomico dall’uscere; il padre annuncia di essere in cerca di autore, la figliastra propone la loro storia come nuova commedia. Tra le risa degli attori si propone al capocomico di fare d’autore. Il padre dichiara la propria nascita come personaggio e introduce il lutto della madre. La figliastra si mostra subito indispettita contro il padre ma lo spettatore non ne capisce ancora il motivo. Viene raccontata la storia della madre: il padre aveva un segretario che “se la intendeva” molto con la madre e viene perciò mandato via. La madre trovandosi sperduta viene mandata via a vivere con il segretario. Il padre continua a vegliare sulla nuova famiglia di lei (che ha avuto altri tre figli) ma questa si sposta all’improvviso. Dopo la morte del segretario la famiglia torna nella città di origine in miseria e la figlia viene costretta a prostituirsi (con la scusa di rimediare agli errori di cucito della madre) in una casa dove incontra il marito della madre e solo grazie all’intervento di questa non avviene il “delitto”. Ascoltato l’antefatto il capocomico decide di mettere in scena la commedia: dopo la prova dei personaggi gli attori interpreteranno di nuovo la scena ma in modo del tutto irrealistico. La prima scena è quella tra il padre e la figliastra, la seconda è quella tra il figlio la madre e gli atri due figli (la figlioletta morirà annegata e il figlioletto si ucciderà).
3. Le parole dette dai personaggi e dagli attori di destra rimandano alla finzione, mentre le parole degli attori di sinistra rimandano alla realtà (sebbene nella finzione di Pirandello). La prima luce accecante riporta la situazione alla “realtà” del palcoscenico non allestito, l’ultima luce verde ci rivela le ombre dei personaggi (ancora non capiamo se sono realtà o finzione).
4.
a. Secondo i personaggi madama pace dovrebbe sussurrare per non farsi sentire da un ipotetico padre dietro l’uscio ma secondo le esigenze del teatro la conversazione tra madama pace e la figliastra si dovrebbe sentire.
b. La figliastra si comporta in modo scontroso verso il padre (cerca di farlo vergognare), si sente un po’ burlata da madama pace (per il suo linguaggio e gli ordini che le da) ed è molto affettuosa verso la madre.
5. O perché mi dissi non rappresento questo novissimo caso d'un autore che si rifiuta di far vivere alcuni suoi personaggi
a. E allora, ecco, lasciamoli andare dove son soliti d'andare i personaggi drammatici per aver vita: su un palcoscenico
b. un dramma che da sé per mezzo dei suoi personaggi, spiranti parlanti semoventi, che lo portano e lo soffrono in loro stessi, vuole a ogni costo trovare il modo d'essere rappresentato; e la commedia del vano tentativo di questa realizzazione scenica improvvisa. Dapprima, la sorpresa di quei poveri attori d'una Compagnia drammatica che stan provando, di giorno, una commedia su un palcoscenico sgombro di quinte e di scene; sorpresa e incredulità, nel vedersi apparir davanti quei sei personaggi che si annunziano per tali in cerca d'autore; poi, subito dopo, per quell'improvviso mancare della Madre velata di nero, il loro istintivo interessamento al dramma che intravedono in lei e negli altri componenti quella strana famiglia
6.
a. Senza volerlo, senza saperlo, nella ressa dell'animo esagitato, ciascun d'essi, per difendersi dalle accuse dell'altro, esprime come sua viva passione e suo tormento quelli che per tanti anni sono stati i travagli del mio spirito
b. Due soprattutto fra quei sei personaggi, il Padre e la Figliastra, parlano di questa atroce inderogabile fissità della loro forma
c. C'è un personaggio, quello della Madre, a cui invece non importa affatto aver vita, considerato l'aver vita come fine a se stesso. Non ha il minimo dubbio, lei, di non esser già viva; né le è mai passato per la mente di domandarsi come e perché, in che modo, lo sia. Non ha, insomma, coscienza d'essere personaggio: in quanto non è mai, neanche per un momento, distaccata dalla sua «parte». Non sa d'avere una «parte».
d. Se non che il Padre, e la Figliastra e anche il Figlio sono realizzati come spirito; come natura è la Madre; come, «presenze» il Giovinetto che guarda e compie un gesto e la Bambina del tutto inerte.
e. Ma non è un trucco. La nascita è reale, il nuovo personaggio è vivo non perché fosse già vivo, ma perché felicemente nato, come appunto comporta la sua natura di personaggio, per così dire, «obbligato». È avvenuta perciò una spezzatura, un improvviso mutamento del piano di realtà della scena, perché un personaggio può nascere a quel modo soltanto nella fantasia del poeta, non certo sulla tavole d'un palcoscenico.
f. C'è un personaggio infatti quello che «nega» il dramma che lo fa personaggio, il Figlio che tutto il suo rilievo e il suo valore trae dall'essere personaggio non della «commedia da fare» che come tale quasi non appare ma della rappresentazione ch'io ne ho fatta. È insomma il solo che viva soltanto come «personaggio in cerca d'autore»; tanto che l'autore che egli cerca non è un autore drammatico.
g. Io, di quei sei, ho accolto dunque l'essere, rifiutando la ragion d'essere; ho preso l'organismo affidando a esso, invece della funzione sua propria, un'altra funzione più complessa e in cui quella propria entrava appena come dato di fatto.
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Padre |
che per l'uno significa castigo (spirito) |
il "rimorso" |
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Madre |
una vittima rassegnata (natura) |
dolore |
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Figliastra |
per l'altra vendetta (spirito) |
La “vendetta” |
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Figlio |
Riluttante(spirito) |
sdegno |
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Giovinetto |
che guarda e compie un gesto |
squallido |
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Bambina |
Del tutto inerte |
Vivace tenerezza. |